
ROVIGO – «Il futuro dipende da noi, da quello che noi facciamo e faremo. E quello che facciamo e faremo dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità largamente disponibili del futuro». Per aprire il suo incontro con gli studenti delle classi quinte dell’Itis “Viola” di Rovigo, Giuseppe Laterza, editore e presidente dell’omonima società editrice, cita Karl Popper.
«Non è vero – racconta ad una platea di ragazzi curiosi e attenti – che nella società delle competenze leggere sia un surplus non necessario o una perdita di tempo. Leggere – spiega Laterza – serve a sviluppare l’immaginazione e a favorire l’immedesimazione, facoltà fondamentali per abitare il presente, ma soprattutto per costruire un futuro accogliente».
Nel 1901 la facoltà di immaginare è stata fondamentale per Giovanni Laterza, figlio di un falegname pugliese che sognava di fare l’editore e che con i suoi libri, dapprima manuali tecnico-pratici, poi saggi di filosofia, storia, economia e letteratura, ha attraversato oltre un secolo di storia contribuendo a lasciare un segno indelebile nella cultura italiana. E negli anni, l’immaginazione di chi si è succeduto alla guida dell’azienda è stata decisiva per interpretare i grandi cambiamenti sociali, permettendo alla casa editrice di rinnovarsi e di rimanere sul mercato.
«Il lavoro dell’imprenditore – racconta ancora l’editore pugliese – è fatto di rischio ma anche di tanta immaginazione, quella che sa anticipare i bisogni trasformandoli in domanda. È così per i libri e lo è per tanti prodotti immessi sul mercato che sono nati proprio da un pensiero sul mondo e sulle cose del mondo. Accadde per il salvavita Beghelli, creato immaginando il bisogno di sentirsi accuditi e protetti di tanti anziani soli, fu così per la lavatrice nata da chi pensava a un mondo in cui le donne sarebbero state libere dalle incombenze domestiche».
Parlando dell’immedesimazione, citando Alessandro Barbero, Mariana Mazzucato, John Keynes, ma anche David Levithan, Giuseppe Laterza spiega ai ragazzi quanto i libri siano strumenti privilegiati per imparare a mettersi nei panni degli altri, a comprendere in maniera profonda situazioni ed eventi, a sviluppare l’empatia, a costruire relazioni autentiche, fondamentali per arrivare a definire l’unicità di ciascuno.
L’incontro che Giuseppe Laterza ha fatto con gli studenti del “Viola” – nell’ambito del progetto PESES dell’Università Cattolica di Milano e coordinato dalla prof.ssa Giuliana Simeone, docente di Diritto al Viola – è un viaggio nelle pagine dei libri e del pensiero di tanti intellettuali e uomini di cultura: non solo filosofi, ma economisti, costituzionalisti e giuristi, storici, scienziati, narratori.

«Lo scrittore – aggiunge – è sempre un intellettuale quando riesce in maniera chiara a raccontare una visione del mondo che ci permetta di ordinare il caos, di aprirci nuove finestre, punti di vista inaspettati, interrogativi mai posti che poi diventano urgenti. È la forza del pensiero critico, l’unico antidoto a ogni forma di omologazione o dittatura, presidio concreto di libertà e baluardo dell’identità».
L’incontro, a cui ha partecipato anche la sindaca Valeria Cittadin, è stato chiuso dal Dirigente dell’IIS Viola-Marchesini, Francesco Lazzarini, che ha sostenuto da subito la bontà del progetto PESES, ritenendolo una splendida opportunità di arricchimento per gli studenti e per la città. Accompagnato da alcuni docenti della scuola, l’editore ha visitato la città di Rovigo, il suo edificio simbolo, la Rotonda, la mostra dedicata a Giannantonio Cibotto e gustato la cucina tipica. In fondo, come sostiene Giuseppe Laterza, «La cultura e la lettura sono una questione di piacere, oppure non sono».




































