ROMA – Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono la loro netta opposizione alla firma dell’accordo Mercosur in assenza di condizioni di reciprocità normativa tra produttori europei e sudamericani. Secondo le due organizzazioni, è indispensabile che a chi esporta nell’Unione europea vengano richieste le stesse regole ambientali, sanitarie e produttive previste per gli agricoltori europei. Un principio ritenuto imprescindibile per ogni intesa commerciale che riguardi il comparto agricolo e agroalimentare, in particolare per evitare l’ingresso di prodotti ottenuti con tecniche e sostanze vietate da anni in Europa.
Coldiretti e Filiera Italia giudicano insufficienti le proposte della Commissione europea sull’aumento dei controlli in frontiera. Al momento, i controlli riguardano il 3% delle merci in ingresso e l’aumento del 33% proposto porterebbe la media al 4%, una soglia ritenuta ancora troppo bassa per garantire la tutela della salute dei consumatori e il rispetto delle regole produttive. Da qui la richiesta di riconoscere a Roma — già candidata dal Governo italiano — la sede della futura Autorità doganale europea, considerando il primato nazionale in materia di sicurezza alimentare.
Alla luce delle criticità evidenziate, Coldiretti e Filiera Italia sollecitano inoltre il Governo italiano a predisporre controlli al 100% sugli alimenti provenienti dal Mercosur e da aree ritenute a rischio, al fine di assicurare condizioni di equità e standard analoghi a quelli europei.
Altro capitolo centrale è quello della trasparenza: le organizzazioni chiedono l’obbligo di indicare con chiarezza il Paese di origine in etichetta su tutti i prodotti alimentari, per consentire scelte consapevoli e tutelare il vero Made in Italy. Contestualmente, viene sollecitata l’abolizione della regola sull’origine basata sulla “ultima trasformazione”, ritenuta fuorviante e potenzialmente distorsiva per la concorrenza.
Coldiretti conferma la prosecuzione delle proprie azioni di mobilitazione e presidio in porti, frontiere e valichi, come già avvenuto al Brennero e in altri snodi strategici, con l’obiettivo di sostenere la competitività delle filiere italiane e la sicurezza alimentare dei cittadini.




































