Fratta Polesine (RO) – Com’erano Rovigo e il Polesine prima che trasformazioni urbanistiche, restauri e nuove costruzioni cambiassero il volto di città e paesi? A raccontarlo sono fotografie in bianco e nero scattate tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, capaci di riportare lo sguardo verso edifici, chiese, monumenti e particolari architettonici di un territorio che in parte non esiste più così come venne immortalato allora.
Quelle immagini tornano oggi a essere visibili con “Prima del Colore”, la mostra promossa dalla Provincia di Rovigo e ospitata, dal 21 agosto al 27 settembre 2026, al primo piano di Villa Badoer a Fratta Polesine.
Un viaggio nella memoria visiva del territorio che acquista particolare fascino proprio perché costruito attraverso la fotografia. Il bianco e nero, prima che il colore diventasse di uso comune, non rappresentava infatti soltanto una necessità tecnica: attraverso contrasti, chiaroscuri e attenzione ai particolari diventava un potente strumento di documentazione.
A distanza di quasi un secolo, quelle fotografie permettono soprattutto di osservare quanto sia cambiato il territorio.
Alcuni degli edifici e dei luoghi immortalati hanno subito trasformazioni e modifiche dovute alle successive stratificazioni urbanistiche e architettoniche. Ma a rendere preziose le immagini sono anche elementi apparentemente secondari che l’obiettivo fotografico ha conservato quasi involontariamente.
Accanto a monumenti e opere d’arte compaiono infatti scritte sui muri, manifesti, insegne e altri segni della quotidianità del periodo bellico. Dettagli che oggi trasformano ogni fotografia in qualcosa di più di una semplice rappresentazione di un luogo, restituendo frammenti della società e della vita di allora.
«Queste fotografie ci restituiscono un Polesine diverso da quello che solitamente abbiamo sotto gli occhi, ma che continua a parlarci – osserva il presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese – Guardare oggi quelle immagini significa riscoprire la ricchezza di un territorio che ha spesso custodito il proprio patrimonio lontano dai riflettori e comprendere che la storia e la memoria non sono soltanto uno sguardo al passato, ma uno strumento identitario per costruire il futuro del Polesine».
Le immagini esposte a Villa Badoer sono riproduzioni di originali conservati nella Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Una parte significativa proviene dalla collezione di Giuseppe Fiocco (1884-1971), storico dell’arte nato a Giacciano con Baruchella, allievo di Adolfo Venturi e titolare a Padova della prima cattedra di Storia dell’Arte del Veneto.
Fiocco dedicò una particolare attenzione alla conoscenza e alla tutela del patrimonio artistico diffuso, senza limitare il proprio interesse ai grandi centri e agli autori più conosciuti. Il suo sguardo si rivolse anche ai piccoli luoghi, ai monumenti e agli artisti meno noti, un impegno che gli valse la definizione di “Avvocato dell’Arte Veneta”.
Nel corso della propria attività raccolse una vasta biblioteca, un’importante collezione di disegni – comprendente opere di Tiepolo, Piazzetta e Canaletto – e una considerevole fototeca composta da immagini d’arte e cartoline. Proprio da quest’ultima provengono molti degli scatti oggi esposti a Fratta Polesine.

“Prima del Colore” non è un progetto completamente nuovo. Il percorso espositivo, ideato e realizzato dal Servizio Cultura della Provincia di Rovigo, venne infatti presentato per la prima volta nel 2005 a Palazzo Celio.
A distanza di oltre vent’anni, la Provincia ha scelto di recuperarlo e proporlo nuovamente al pubblico all’interno di Villa Badoer, inserendolo nel progetto di valorizzazione del sito palladiano.
L’obiettivo è affiancare esposizioni fotografiche temporanee alle periodiche mostre monografiche dedicate ad artisti contemporanei legati al territorio, costruendo così occasioni differenti per tornare a visitare la villa e approfondire la conoscenza del patrimonio polesano.
Il progetto riprende, in qualche modo, proprio l’attenzione che caratterizzò il lavoro di Giuseppe Fiocco: guardare anche ai territori periferici e riconoscerne il valore culturale.
Da questa prospettiva la mostra vuole diventare anche un invito a scoprire il Polesine attraverso forme di turismo lento, consapevole e sostenibile, capaci di proporre percorsi alternativi rispetto alla concentrazione dei visitatori nei grandi centri d’arte.
Le fotografie degli anni Trenta e Quaranta diventano così un ponte tra passato e presente. Raccontano il Polesine di quasi un secolo fa, ma allo stesso tempo invitano a osservare con maggiore attenzione quello di oggi, ricordando quanto la conoscenza della memoria possa contribuire alla tutela e alla valorizzazione futura del territorio.
La mostra “Prima del Colore” è visitabile al primo piano di Villa Badoer a Fratta Polesine fino al 27 settembre 2026.
Il venerdì l’apertura è prevista dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30. La biglietteria chiude 30 minuti prima.
Sono possibili anche aperture straordinarie su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 366 3240619 oppure scrivere a info@villabadoer.it.
































