Farmers market in Veneto, crescita record: triplicati in 15 anni

Coldiretti: «I mercati di Campagna Amica sono una rivoluzione partita dal Km Zero»

ROVIGO – Crescono in modo significativo i mercati agricoli in Veneto, confermando il ruolo sempre più centrale della vendita diretta per il futuro del comparto. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio economico di Veneto Agricoltura, rilanciata da Coldiretti Veneto, secondo cui negli ultimi quindici anni i farmers market sono quasi triplicati, passando dai 44 del 2009 ai 122 del 2024, con un aumento del 170% e un ulteriore +14% rispetto al 2022.

Un risultato che affonda le radici nella scelta pionieristica della Regione Veneto, prima in Italia ad adottare la legge sul cosiddetto Km Zero, aprendo la strada alla filiera corta e ai mercati di Campagna Amica, oggi modello diffuso a livello nazionale ed europeo.

«Un bilancio positivo – commenta il presidente di Coldiretti Veneto e Rovigo, Carlo Salvanche coincide con il prossimo 25° anniversario dell’approvazione della legge 228 del 2001, una norma che ha rivoluzionato l’agricoltura ampliandone i confini e creando nuove opportunità imprenditoriali, contribuendo a salvare oltre cinquantamila aziende agricole».

Secondo l’analisi, in Veneto la vendita diretta coinvolge oggi oltre 7.000 aziende agricole, pari a circa il 15% del totale regionale. I mercati a km zero si confermano il canale più dinamico, con una presenza diffusa su tutto il territorio: Verona guida la classifica per numero di mercati, mentre tra il 2022 e il 2024 le crescite più significative si registrano a Padova (+67%), Rovigo (+20%), Verona (+17%) e Treviso (+9%).

A trainare questo sviluppo è soprattutto il rapporto diretto tra produttori e consumatori. Oltre l’80% degli agricoltori individua proprio nell’interazione con il cliente il principale vantaggio dei mercati contadini, mentre quasi il 90% dei consumatori li frequenta almeno una volta al mese e circa due terzi con cadenza settimanale. Tra i prodotti più richiesti restano frutta e verdura.

Accanto ai mercati nelle piazze e alle strutture coperte, mantengono un ruolo rilevante anche gli spacci aziendali, utilizzati da circa il 30% delle imprese agricole attive nella vendita diretta. L’e-commerce agroalimentare, pur in crescita, rappresenta invece ancora un canale complementare.

«I mercati di Campagna Amica – conclude Salvannon sono solo luoghi di acquisto, ma veri presidi di socialità, educazione alimentare e valorizzazione del territorio. Hanno cambiato gli stili di vita dei cittadini, riportando al centro stagionalità, qualità e origine dei prodotti».

Una trasformazione che continua a generare valore economico, ambientale e sociale, confermando il modello della filiera corta come uno degli elementi chiave per lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura regionale.