ROVIGO – Le misure emergenziali annunciate dalla Commissione europea per sostenere il settore della pesca contro il caro carburanti rappresentano «un passo utile, ma non sufficiente». È la posizione espressa da Coldiretti, che interviene sull’attivazione dei fondi del programma FEAMPA per compensare l’aumento dei costi energetici e le perdite di reddito delle imprese ittiche.
L’intervento europeo, che sarà retroattivo dal 28 febbraio 2026 fino alla fine dell’anno, consentirà agli Stati membri di attivare rapidamente misure di sostegno, anche attraverso lo stoccaggio dei prodotti ittici per stabilizzare i prezzi. Si tratta di strumenti già utilizzati durante le crisi legate alla pandemia e al conflitto in Ucraina, pensati per fronteggiare l’attuale fase di difficoltà aggravata dalle tensioni in Medio Oriente.
Secondo Coldiretti, tuttavia, resta un nodo centrale: le risorse impiegate non sono nuove, ma derivano da fondi FEAMPA già destinati al settore. Una scelta che rischia di sottrarre risorse alla programmazione ordinaria, limitando la possibilità di intervenire su altri ambiti strategici per lo sviluppo e la competitività della filiera.
«La situazione resta particolarmente critica – afferma Alessandro Faccioli –: le quotazioni del gasolio risultano raddoppiate rispetto al periodo precedente al conflitto, con il carburante che rappresenta fino a oltre la metà dei costi sostenuti dalle imprese ittiche».
Nel 2025 le vendite di gasolio per la pesca hanno superato i 200 milioni di litri, secondo un’analisi Coldiretti su dati del Ministero dell’Ambiente. Un aumento che ha costretto molte flotte a ridurre le uscite o a operare in perdita, con effetti diretti sulla tenuta del comparto, che in Italia conta circa 12mila imbarcazioni e 28mila lavoratori, oltre a un ampio indotto.
In questo contesto, cresce anche il rischio di un aumento delle importazioni di prodotto estero, a discapito della pesca nazionale.
«Alla luce di questo quadro – conclude Faccioli – Coldiretti sottolinea che l’intervento rappresenta un passo utile, ma non sufficiente. Diventa quindi necessario prevedere strumenti finanziari aggiuntivi, anche attraverso forme di debito comune europeo, per sostenere in modo efficace e duraturo i settori più colpiti, a partire dalla pesca e dall’agricoltura».
Una posizione che richiama l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali, in grado di garantire stabilità e sostenibilità a un comparto strategico per l’economia e l’approvvigionamento alimentare.



































