Rovigo celebra il 4 Novembre: memoria, unità nazionale e omaggio alle Forze Armate

Cerimonia in piazza Vittorio Emanuele II alla presenza delle autorità civili e militari. Il sindaco Valeria Cittadin richiama il valore della Patria, il sacrificio dei Caduti e la responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni il significato della libertà.

ROVIGO – Una giornata dedicata alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per l’Italia, al valore dell’unità nazionale e al riconoscimento dell’impegno quotidiano delle donne e degli uomini in uniforme. Anche Rovigo ha celebrato, mercoledì 4 novembre, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con una cerimonia solenne che ha riunito in piazza Vittorio Emanuele II le autorità civili e militari, i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Un appuntamento che, nel ricordo della conclusione della Prima guerra mondiale per l’Italia, rinnova ogni anno l’omaggio ai Caduti e invita a riflettere sui valori che hanno accompagnato la costruzione dell’identità nazionale.

Le celebrazioni hanno preso il via a mezzogiorno con lo schieramento dei reparti interforze, passati in rassegna dal Prefetto di Rovigo Franca Tancredi. Sono seguite la cerimonia dell’Alzabandiera e la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti, momenti centrali di una commemorazione scandita dal raccoglimento e dagli onori militari.

Nel corso della mattinata sono stati letti i messaggi ufficiali del Presidente della Repubblica, affidato al Prefetto, e del Ministro della Difesa, letto dal comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia è proseguita con gli interventi del sindaco di Rovigo Valeria Cittadin e del presidente della Provincia Enrico Ferrarese, accompagnati dalle esecuzioni musicali dell’Orchestra Fiati “F. Venezze” – Banda Città di Rovigo.

La giornata si è conclusa alle 16.30 con la tradizionale cerimonia dell’Ammainabandiera, curata dal personale interforze.

Particolarmente sentito l’intervento del sindaco Valeria Cittadin, che ha posto al centro della propria riflessione il significato della memoria nazionale e il dovere di riconoscenza verso quanti hanno perso la vita durante i conflitti.

Per il primo cittadino, il 4 Novembre non può essere considerato soltanto una ricorrenza istituzionale, scandita da cerimonie e simboli, ma rappresenta un momento nel quale ritrovare il senso dell’appartenenza a una comunità e della responsabilità nei confronti della sua storia.

«Il 4 Novembre è memoria, è gratitudine, è orgoglio, è appartenenza», ha ricordato Cittadin, richiamando il sacrificio dei tanti giovani che, durante la Grande Guerra, lasciarono le proprie famiglie e le proprie case senza farvi più ritorno.

Nel suo intervento, il sindaco ha voluto restituire una dimensione umana a quel sacrificio, ricordando come dietro ogni soldato caduto vi fossero affetti, speranze e progetti di vita interrotti dalla guerra.

Un richiamo che ha accompagnato la riflessione sul significato della Patria, intesa non come concetto astratto, ma come insieme di storia, lingua, tradizioni e legami che uniscono le generazioni.

Nel discorso del sindaco non è mancato un riferimento al Polesine, alla sua storia e alla capacità delle comunità locali di affrontare le difficoltà.

Cittadin ha ricordato come il territorio polesano sia stato segnato nel tempo da eventi drammatici, dalle alluvioni all’emigrazione, ma abbia saputo reagire facendo leva sul lavoro, sul sacrificio e sulla solidarietà.

Un’esperienza collettiva che, secondo il primo cittadino, costituisce parte integrante dell’identità locale e rappresenta un patrimonio di valori da custodire.

Il legame con la propria terra diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’appartenenza nazionale: conoscere le proprie radici, rispettare la storia e riconoscersi in una comunità significa anche assumersi la responsabilità di contribuire al suo futuro.

Da qui l’invito a riscoprire il significato dei simboli nazionali, a cominciare dal Tricolore, senza trasformare il sentimento di appartenenza in contrapposizione verso gli altri.

«Amare l’Italia non significa essere contro qualcuno», ha sottolineato il sindaco, richiamando il valore di una cittadinanza consapevole, nella quale ai diritti si accompagnano i doveri e l’impegno per il bene comune.

Un passaggio significativo dell’intervento è stato dedicato alle donne e agli uomini delle Forze Armate, impegnati quotidianamente al servizio della Repubblica, sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero.

Cittadin ha richiamato l’attenzione non soltanto sulle responsabilità e sui rischi affrontati da chi indossa una divisa, ma anche sui sacrifici delle famiglie, spesso chiamate a condividere le difficoltà e le assenze legate al servizio.

Il sindaco ha ricordato il significato di valori quali onore, disciplina, fedeltà, coraggio e senso del dovere, sottolineando come continuino a rappresentare riferimenti importanti per l’intera società.

Un pensiero particolare è stato rivolto alle famiglie di quanti hanno perso la vita nell’adempimento del proprio servizio, alle quali le istituzioni e la comunità devono mantenere vivo il riconoscimento e la gratitudine.

Il 4 Novembre assume così un duplice significato: da un lato il ricordo dei Caduti, dall’altro il riconoscimento dell’impegno di chi oggi opera per la sicurezza del Paese e per la tutela delle sue istituzioni.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Valeria Cittadin ha collegato il significato della ricorrenza alla situazione internazionale, segnata da guerre e tensioni che continuano a mettere in discussione la sicurezza e la convivenza tra i popoli.

La pace, ha osservato, non può essere considerata una condizione acquisita una volta per tutte, ma richiede dialogo, responsabilità e istituzioni capaci di tutelare la libertà.

Da questa consapevolezza è nato anche un messaggio rivolto direttamente ai giovani, invitati a conoscere la storia del Paese e a comprendere il significato dei sacrifici compiuti dalle generazioni precedenti.

Il Tricolore, nelle parole del sindaco, rappresenta il legame tra passato e futuro, tra coloro che hanno contribuito alla costruzione dell’Italia e chi oggi è chiamato a custodirne i valori democratici e civili.

«Non c’è futuro senza memoria, non c’è libertà senza responsabilità e non c’è una Nazione forte senza cittadini che sappiano prendersene cura», ha affermato Cittadin, riassumendo il messaggio che ha voluto affidare soprattutto alle nuove generazioni.

La commemorazione si è conclusa idealmente con un ringraziamento a quanti hanno servito e continuano a servire il Paese, nella consapevolezza che ricordare i Caduti significa anche tradurre nella vita quotidiana i valori per i quali hanno combattuto.

Un messaggio che, dalla piazza principale di Rovigo, ha richiamato il significato più profondo del 4 Novembre: custodire la memoria, riconoscere il valore della libertà e rinnovare l’impegno di ciascuno verso la comunità nazionale.