Carne dal Brasile, scattano le nuove regole Ue. Coldiretti: «Un passo verso la reciprocità»

Foto della manifestazione a Strasburgo del 20 gennaio 2026

ROVIGO – Scattano oggi, 3 settembre, le nuove regole europee che interessano l’ingresso dal Brasile di carne e altri prodotti di origine animale in relazione al rispetto delle restrizioni comunitarie sull’impiego di determinati antimicrobici. Una decisione accolta con soddisfazione da Coldiretti e Filiera Italia, che la considerano un risultato della battaglia condotta negli ultimi anni per affermare il principio di reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi extra Ue.

Secondo quanto riferiscono le due organizzazioni, la Commissione europea ha riscontrato l’insufficienza delle garanzie fornite dal Brasile rispetto ai requisiti previsti dalla normativa comunitaria sull’impiego di determinati antimicrobici.

Da oggi il Brasile non figura pertanto tra i Paesi autorizzati, ai fini di tali requisiti, all’ingresso nell’Unione europea di una serie di prodotti di origine animale, tra i quali carni bovine, pollame, miele e prodotti dell’acquacoltura.

Per Coldiretti e Filiera Italia la questione va oltre il provvedimento riguardante il Brasile e investe uno dei temi centrali del confronto sulle politiche agricole e commerciali europee: garantire che i prodotti importati rispettino standard equivalenti a quelli richiesti alle aziende dell’Unione.

Le due organizzazioni parlano di «una vittoria figlia della battaglia condotta da Coldiretti e Filiera Italia in Italia e a Bruxelles per affermare il principio di reciprocità».

Una posizione che, precisano, non vuole mettere in discussione il commercio internazionale, quanto piuttosto contrastare forme di concorrenza considerate sleali nei confronti delle imprese agricole europee.

Agli allevatori italiani, ricordano Coldiretti e Filiera Italia, vengono richiesti investimenti e il rispetto di norme rigorose sull’impiego dei farmaci, sulla tracciabilità, sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare. Da qui la richiesta che analoghe garanzie siano assicurate anche dagli alimenti provenienti da Paesi terzi e destinati al mercato europeo.

«Il commercio è un’opportunità soltanto quando avviene a condizioni eque – sostengono le due organizzazioni – chi vuole vendere alimenti sul mercato europeo deve garantire standard equivalenti a quelli rispettati dagli agricoltori europei».

Nel documento diffuso in occasione dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, Coldiretti richiama anche l’andamento recente delle importazioni.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea, nel maggio 2026 gli arrivi in Italia dal Brasile avrebbero registrato, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un aumento del 129% per il pollo e del 212% per la carne bovina.

Numeri che l’organizzazione mette in relazione con l’imminente entrata in vigore delle nuove regole e che rafforzano, secondo Coldiretti e Filiera Italia, la necessità di estendere il principio della reciprocità alle diverse produzioni importate nell’Unione.

È proprio questo il punto sul quale le due organizzazioni chiedono ora all’Europa di compiere un ulteriore passo.

Per Coldiretti e Filiera Italia, la decisione riguardante il Brasile dovrebbe infatti costituire un precedente da applicare più ampiamente alla politica commerciale europea, introducendo criteri omogenei per verificare le condizioni nelle quali vengono prodotti gli alimenti importati.

Tra i casi richiamati c’è quello del grano canadese trattato in preraccolta con glifosato, pratica sulla quale Coldiretti chiede l’applicazione del medesimo principio di reciprocità rispetto alle regole imposte agli agricoltori italiani.

La battaglia viene portata avanti anche nell’ambito dell’Omnibus Food and Feed, con la richiesta di superare quello che le organizzazioni definiscono un «doppio standard sui residui».

Critiche vengono rivolte anche alla possibilità che sostanze fitosanitarie non utilizzabili dagli agricoltori europei continuino a essere prodotte nell’Ue ed esportate verso Paesi terzi, dai quali possono successivamente provenire derrate destinate al mercato comunitario. Nel documento vengono citate in particolare Germania e multinazionali della chimica come Bayer e Basf.

Secondo Coldiretti e Filiera Italia, un simile meccanismo finirebbe per penalizzare le imprese agricole europee e creare condizioni di concorrenza non omogenee.

La richiesta conclusiva rivolta a Bruxelles è quindi quella di trasformare quanto avvenuto con il Brasile in un criterio generale per le importazioni alimentari, fondato su «stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie per tutti i prodotti che arrivano sulle tavole dei cittadini europei».