Vinitaly 2026, Coldiretti: un calice su cinque nel mondo è italiano

A Verona quattro giorni di incontri e iniziative a Casa Coldiretti per sostenere il vino Made in Italy

VERONA – L’Italia si conferma leader mondiale nella produzione di vino, con un calice su cinque bevuto nel mondo di origine italiana. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga, diffusa in occasione dell’apertura di Vinitaly 2026, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile.

Secondo i dati riferiti al periodo 2021-2025, l’Italia detiene una quota del 19% della produzione mondiale, davanti a Francia (17%) e Spagna (13%), confermando il ruolo strategico del settore vitivinicolo come pilastro dell’export e simbolo di qualità, biodiversità e legame con il territorio.

Nel corso della manifestazione, Coldiretti propone un ricco programma di iniziative a Casa Coldiretti, con incontri, degustazioni e momenti di confronto riuniti attorno al tema “Liberiamo il vino dalle catene”. All’ingresso dello spazio espositivo campeggia una grande bottiglia simbolicamente avvolta da catene spezzate, immagine che richiama le difficoltà del comparto, tra ostacoli normativi e barriere commerciali.

Tra gli appuntamenti principali, il convegno inaugurale “Liberiamo il vino – Proteggere e promuovere un pilastro del Made in Italy”, in programma il 13 aprile, vedrà la partecipazione di figure di primo piano del settore, tra cui il presidente nazionale Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia e il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas.

Il programma proseguirà con numerosi momenti di approfondimento dedicati al futuro del vino, alla sostenibilità e all’innovazione. Tra questi, l’incontro con il Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, il focus sul ruolo delle nuove tecnologie in viticoltura e il convegno dedicato alla parità di genere promosso da Donne Coldiretti.

Spazio anche alle eccellenze agroalimentari, con degustazioni, incontri con buyer e la presentazione di nuovi prodotti di filiera, fino all’esperienza del ristorante d’autore “La Casa della Cucina Italiana”, firmato da Campagna Amica e Terranostra. Un luogo pensato per valorizzare l’incontro tra agricoltura, cucina e territorio, attraverso il lavoro di chef e produttori.

Il vino italiano si conferma così non solo un’eccellenza produttiva, ma anche un simbolo identitario e culturale, capace di generare valore economico, occupazione e promozione del territorio a livello internazionale.