ROVIGO – Dalla Sicilia alla Calabria, affidandosi soltanto alle proprie braccia e alla preparazione costruita in mesi di allenamento. Domenica 13 settembre cinque nuotatori provenienti dalle province di Rovigo e Venezia hanno completato la traversata a nuoto dello Stretto di Messina, coronando una sfida sportiva a lungo preparata.
A compiere l’impresa sono stati Sandro Boaretto e la figlia Sabrina, di Pettorazza Grimani, Massimo Sacchetto e Raffaella Rossi, entrambi di Adria, e Giuseppe Mainardi, originario di Cavarzere.
Un gruppo nel quale il Polesine è dunque ampiamente rappresentato e che ha scelto di confrontarsi con uno dei tratti di mare più conosciuti e impegnativi d’Italia.
La classica traversata dello Stretto misura circa 3,5 chilometri, ma la distanza in linea retta racconta soltanto in parte la difficoltà della prova.
A rendere particolare la sfida sono infatti le forti correnti trasversali che caratterizzano lo Stretto e che possono costringere i nuotatori a modificare continuamente la propria traiettoria, procedendo anche “in diagonale” per compensare la spinta dell’acqua.
Per Giuseppe, Sandro, Sabrina, Massimo e Raffaella il percorso effettivamente affrontato è stato così di circa quattro chilometri.
Bracciata dopo bracciata, i cinque sono riusciti a raggiungere insieme l’obiettivo e a trasformare la preparazione dei mesi precedenti nella soddisfazione di aver attraversato a nuoto il braccio di mare che separa la Sicilia dalla Calabria.
La storia delle traversate organizzate dello Stretto di Messina risale al 1930. Nel corso del tempo la prova è diventata terreno anche di vere e proprie competizioni agonistiche.
Accanto alla dimensione competitiva si è però sviluppata negli anni anche la possibilità di affrontare la traversata attraverso iniziative organizzate non agonistiche, consentendo a nuotatori amatoriali adeguatamente preparati di misurarsi con questa esperienza.
È proprio in questa dimensione che si inserisce la traversata compiuta domenica dai cinque nuotatori.
L’assenza di una competizione per il risultato non riduce tuttavia l’impegno richiesto. Correnti, condizioni del mare e caratteristiche dello Stretto rendono necessaria un’adeguata preparazione fisica e mentale, soprattutto per riuscire a gestire uno sforzo prolungato in acque libere.
Per i cinque protagonisti la traversata ha rappresentato così soprattutto una sfida con se stessi e un obiettivo condiviso: mesi di allenamento condensati in circa quattro chilometri di nuoto, fino a raggiungere l’altra sponda dello Stretto e coronare il desiderio di attraversare uno dei tratti di mare più affascinanti d’Italia.


































