“Quello che le donne scrivono”: scelta la cinquina della quarta edizione

Il gruppo di lettura di CRAMS APS ha concluso il lavoro di selezione delle opere. Cinque libri e cinque autrici legate al Polesine saranno protagonisti della rassegna in programma a Palazzo Casalini dal 29 ottobre al 4 dicembre 2026. Nomi e titoli saranno svelati alla presentazione ufficiale.

ROVIGO – Un’estate trascorsa tra libri, letture, confronti e qualche scelta non facile. Il gruppo di lettura del CRAMS ha concluso il percorso di selezione delle opere segnalate per partecipare alla quarta edizione di “Quello che le donne scrivono”, la rassegna dedicata alle autrici nate o residenti in Polesine.

Al termine del lavoro sono state individuate le cinque opere che formeranno la cinquina 2026 e che saranno al centro di altrettanti incontri con le autrici nel Salone d’onore di Palazzo Casalini. Per conoscere nomi e titoli, tuttavia, bisognerà attendere ancora: saranno svelati in occasione della conferenza stampa di presentazione della rassegna.

«Anche quest’anno scegliere è stato molto più difficile di quanto potessimo immaginare – spiega Chiara Paparella, presidente di CRAMS APS e ideatrice della manifestazione – Abbiamo letto opere molto diverse tra loro e il confronto all’interno del gruppo è stato particolarmente interessante. Alla fine non abbiamo cercato semplicemente i cinque libri che ci piacevano di più, ma cinque opere capaci di stare insieme e, nello stesso tempo, di raccontare qualcosa di diverso».

Qualità e interesse delle opere, originalità dello sguardo, varietà delle proposte, rapporto delle autrici con il territorio e capacità dei libri di alimentare il dialogo con il pubblico sono stati alcuni degli elementi considerati. La selezione ha cercato soprattutto di costruire un percorso, evitando di ricondurre la produzione delle scrittrici polesane a un unico genere, a un tema prestabilito o a una definizione di “letteratura femminile”.

Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali la quarta edizione intende compiere un ulteriore passo avanti.

«Il titolo della nostra rassegna contiene una domanda che, edizione dopo edizione, è diventata sempre più interessante: che cosa scrivono le donne? – prosegue Paparella – Quest’anno abbiamo provato a non dare noi una risposta, ma a lasciare che fossero i libri a suggerircela. Posso soltanto anticipare che le cinque opere selezionate ci hanno portato in direzioni anche molto lontane tra loro. Ed è esattamente ciò che cercavamo».

La diversità delle opere è diventata così uno dei criteri attorno ai quali costruire il programma. Non una successione casuale di presentazioni, ma cinque incontri pensati per mettere accanto generazioni, sensibilità, linguaggi e modi differenti di utilizzare la narrazione.

La scelta della cinquina comporta inevitabilmente anche delle esclusioni. CRAMS APS sottolinea come la mancata selezione non debba essere interpretata come un giudizio negativo sulle altre opere esaminate: nella costruzione di una rassegna entrano infatti in gioco non soltanto il valore del singolo libro, ma l’equilibrio dell’intero programma, la varietà delle proposte e la possibilità di offrire al pubblico incontri differenti tra loro.

«Come nelle precedenti edizioni, ci sono libri che avremmo voluto inserire e ai quali abbiamo dovuto rinunciare – aggiunge la presidente di CRAMS APS – È probabilmente la parte meno piacevole del lavoro di selezione, ma anche quella che dimostra quanto sia vivace la produzione delle autrici legate al nostro territorio. La cinquina che abbiamo composto non vuole essere una classifica: è una scelta culturale costruita per questa specifica edizione».

“Quello che le donne scrivono” tornerà a Rovigo dal 29 ottobre al 4 dicembre 2026, nella sua ormai consolidata sede di Palazzo Casalini. La quarta edizione è organizzata da CRAMS APS con il sostegno di Bvr Banca Veneto Centrale.

Il calendario comprenderà un evento inaugurale il 29 ottobre e, a seguire, i cinque appuntamenti dedicati alle opere selezionate. Per il momento, però, CRAMS APS sceglie di non anticipare né i nomi delle autrici né i titoli dei libri.

«Qualche indizio lo abbiamo già dato – conclude Chiara Paparella – ma adesso ci fermiamo qui. Possiamo soltanto dire che sarà un’edizione diversa, forse la più sorprendente tra quelle realizzate finora. Le autrici ci sono, i libri anche. Per scoprirli bisognerà avere ancora un po’ di pazienza».