FERRARA – Un’opera della Collezione Balzan entra nel percorso di una nuova esposizione dedicata alla bellezza, al trascorrere del tempo e alla fragilità dell’esistenza. È “La mia Rossa” di Ettore Tito, concessa in prestito temporaneo per la mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, che apre giovedì 8 ottobre a Palazzo Barbantini-Koch di Ferrara e resterà visitabile fino al 31 gennaio 2027.
L’esposizione segna l’inaugurazione dei nuovi spazi della Galleria BPER, ricavati dal recupero dello storico palazzo ferrarese. Curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni e realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura, la mostra propone un viaggio attraverso la pittura di fiori nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, esplorandone il valore estetico e il ricco universo di significati.
Tra le opere che arricchiscono il percorso espositivo figura dunque “La mia Rossa”, dipinto di Ettore Tito, artista nato a Castellammare di Stabia nel 1859 e protagonista della pittura italiana a cavallo tra XIX e XX secolo.
La sua produzione, caratterizzata da una particolare attenzione alla figura umana, alla luce e alla rappresentazione della quotidianità, attraversa generi differenti: dal ritratto alle scene di vita veneziana, dalla pittura di genere alla raffigurazione della società del suo tempo.
Nel contesto della mostra ferrarese, “La mia Rossa” entra in dialogo con opere che affrontano il rapporto tra bellezza, tempo e rappresentazione, contribuendo ad ampliare la riflessione proposta dai curatori.
Il prestito rappresenta anche un’occasione per valorizzare il patrimonio della Collezione Balzan e testimonia il ruolo della collaborazione tra collezioni e istituzioni culturali nella circolazione delle opere e nella costruzione di nuovi percorsi espositivi.
La mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati” riunisce oltre 40 opere tra dipinti e sculture, seguendo l’evoluzione di un soggetto che, da elemento decorativo e protagonista della natura morta, diventa progressivamente uno strumento per esprimere emozioni, inquietudini e riflessioni sull’esistenza.
Il percorso prende avvio dal fervore botanico europeo e dal Romanticismo di Francesco Hayez, presente anche con il grande Vaso dei fiori, per attraversare successivamente le esperienze del Naturalismo, del Divisionismo e del Simbolismo, fino alla pittura di Felice Casorati.
Il fiore assume così significati differenti: può rappresentare la vitalità della natura, la bellezza, il sentimento amoroso, ma anche il suo inevitabile appassire e il trascorrere del tempo.
È proprio questo il significato della Vanitas, una tradizione iconografica nella quale la caducità degli elementi naturali diventa metafora della precarietà della vita umana.
L’esposizione non si limita alla pittura, ma costruisce un confronto tra differenti linguaggi artistici.
Le opere dialogano idealmente con la poesia di Manzoni, Leopardi, Baudelaire, D’Annunzio e Pascoli, mostrando come il tema della natura e dei fiori abbia attraversato anche la letteratura.
Accanto ai grandi protagonisti dell’arte italiana trovano spazio figure meno conosciute, come la pittrice Amanzia Guérillot, mentre la scultura è rappresentata da artisti che vanno da Vincenzo Vela a Gigi Guadagnucci, con le sue opere in marmo.
Ne emerge un itinerario che invita a osservare i fiori non soltanto per la loro bellezza, ma anche come immagini capaci di raccontare sentimenti, memoria e trasformazioni della sensibilità artistica.
In questo contesto, la presenza di “La mia Rossa” di Ettore Tito costituisce uno degli elementi che arricchiscono il confronto tra le diverse interpretazioni della bellezza e del tempo.
Informazioni per la visita
“Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”
Galleria BPER – Palazzo Barbantini-Koch
Corso della Giovecca 108, Ferrara
8 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
Orari di apertura
Giovedì: 14.00–19.00
Venerdì, sabato e domenica: 10.00–19.00



































