“Conversazioni”, alla Minelliana tre incontri per riflettere sulle ferite della memoria e sull’empatia

La nuova iniziativa culturale debutta a Rovigo con tre appuntamenti a novembre. La psicoterapeuta Tamara Bisan parlerà dei traumi che attraversano le generazioni, mentre il docente universitario Roberto De Vogli affronterà il tema dell'empatia selettiva di fronte alle tragedie del mondo.

A sinistra Roberto De Vogli, a destra Tamara Bisan

ROVIGO – Ci sono ferite che non scompaiono con il passare del tempo, ma continuano a influenzare la vita delle generazioni successive. E ci sono sofferenze che, pur consumandosi sotto i nostri occhi, non riescono a suscitare la stessa partecipazione emotiva riservata ad altre tragedie. Due aspetti apparentemente lontani, ma accomunati da una domanda: quanto siamo capaci di riconoscere e comprendere il dolore, nostro e degli altri?

Da questi interrogativi prende forma “Conversazioni”, la nuova iniziativa dell’Associazione Culturale Minelliana, che nel mese di novembre 2026 propone a Rovigo tre incontri aperti alla cittadinanza, dedicati alla psicologia, alle relazioni umane e alle grandi questioni della contemporaneità.

Un progetto che nasce dal desiderio di offrire occasioni di approfondimento e confronto, attraverso il contributo di studiosi ed esperti, affrontando argomenti complessi con un linguaggio accessibile anche a un pubblico non specialistico.

I primi due appuntamenti, in programma lunedì 2 e lunedì 9 novembre, alle ore 18, avranno come protagonista Tamara Bisan, psicologa e psicoterapeuta, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dei meccanismi attraverso i quali le esperienze traumatiche possono lasciare tracce anche nelle generazioni successive.

Lutti, violenze, abbandoni e difficoltà familiari non sempre esauriscono i propri effetti nella vita di chi li ha vissuti. Talvolta continuano a manifestarsi nei comportamenti, nelle paure e nelle modalità con cui figli e nipoti affrontano le relazioni e le difficoltà quotidiane.

Si tratta di eredità emotive spesso invisibili, che possono trasmettersi attraverso silenzi, atteggiamenti e dinamiche familiari ripetute nel tempo, senza che se ne riconosca pienamente l’origine.

Come si possono individuare questi meccanismi? In che modo il passato familiare influenza il presente? E soprattutto, è possibile interrompere la trasmissione di esperienze dolorose?

Saranno queste alcune delle domande al centro dei due incontri, durante i quali Bisan proporrà una riflessione sul rapporto tra memoria, emozioni e relazioni. La psicoterapeuta si è formata secondo un modello integrato di Analisi Transazionale, un approccio che pone particolare attenzione alla persona, alla sua storia e alle modalità con cui costruisce i rapporti con gli altri.

Dalla dimensione personale e familiare, il ciclo si allargherà alle grandi questioni internazionali con l’appuntamento di giovedì 19 novembre, alle ore 18, dedicato alla presentazione del libro “Empatia selettiva. L’Occidente di fronte al genocidio di Gaza” (Aliberti), di Roberto De Vogli, professore associato all’Università di Padova.

Al centro del volume c’è una questione che riguarda il modo in cui percepiamo le tragedie contemporanee: perché la sofferenza di alcune persone suscita indignazione e solidarietà, mentre quella di altre sembra lasciarci indifferenti?

Prendendo spunto dalla guerra a Gaza e dalla risposta del mondo occidentale, De Vogli analizza quella che definisce empatia selettiva: la tendenza a riconoscere e condividere il dolore soprattutto di chi percepiamo come culturalmente, socialmente o politicamente vicino.

Nella sua riflessione, l’autore mette in discussione i criteri con cui politica, informazione e opinione pubblica attribuiscono attenzione e rilevanza alle diverse crisi umanitarie, interrogandosi sui doppi standard morali che, a suo giudizio, condizionano il dibattito internazionale.

Il libro offre così lo spunto per una discussione più ampia sul ruolo dei mezzi di comunicazione, sulla costruzione dell’opinione pubblica e sulla capacità di riconoscere pari dignità alla sofferenza umana, indipendentemente dall’origine e dall’appartenenza delle vittime.

Con “Conversazioni”, l’Associazione Culturale Minelliana inaugura un nuovo percorso di incontri che intende affiancare alle proprie attività culturali occasioni di dialogo su temi di interesse sociale e civile.

A unire i tre appuntamenti è il rapporto con la sofferenza: quella che può segnare la storia di una famiglia e quella che emerge dalle vicende del mondo contemporaneo. Due prospettive differenti che invitano a riflettere sulla memoria, sulla consapevolezza e sulla capacità di comprendere le esperienze degli altri.

Tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 18 nella sede dell’Associazione Culturale Minelliana, in piazza San Bartolomeo 18 a Rovigo.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. È gradita la prenotazione scrivendo a info@minelliana.it.