Il Maggio Rodigino 2026 guarda al Mediterraneo: un mese di cultura, dialogo e confronto

Presentata a Palazzo Nodari la nona edizione della rassegna curata dalla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine

Nella foto, da sinistra: il sindaco Valeria Cittadin; la presidente della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, Elisabetta Lorenzetti; l'assessore alla Cultura Erika De Luca.

ROVIGO – Sarà dedicata al Mediterraneo la nona edizione del Maggio Rodigino, presentata a Palazzo Nodari e curata dalla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine. Dal 3 al 29 maggio 2026, Rovigo ospiterà un mese di incontri, concerti, conferenze, mostre, momenti di dialogo e iniziative dedicate a scuole e cittadinanza, attorno al tema “Mediterraneo: il suo spirito, il suo tempo. La sua utopia”.

Dopo l’edizione 2024 dedicata all’uguaglianza di genere e quella 2025 incentrata sull’intelligenza artificiale, il Maggio Rodigino sceglie quest’anno di riflettere su uno spazio geografico e simbolico che è insieme culla del pensiero occidentale, luogo di migrazioni, frontiera geopolitica, crocevia di culture, religioni, musiche, sapori e conflitti.

Il programma coinvolgerà numerosi ospiti del mondo della cultura, della ricerca, della spiritualità e dell’informazione. Tra i nomi più attesi figurano il giornalista Nello Scavo, l’arcivescovo Flavio Pace, il magistrato Alberto Perduca, i docenti universitari Matteo Marconi, Francesco Zampieri, Paolo Sellari ed Egidio Ivetic, il geologo Stefano Lugli, l’economista Salvatore Capasso, l’imam Kamel Layachi e il campione paralimpico Andrea Borgato.

«Uno sguardo geopolitico, un percorso in una terra di mezzo tra profumi e sapori e deserti, seguendo le rotte della sua musica e dei dialoghi possibili, delle comuni radici con uno sguardo su un orizzonte condiviso, insieme su una imbarcazione che si fa speranza: il Mediterraneo, il suo spirito, il suo tempo, la sua utopia. L’abbiamo scelto come tema della nona edizione del Maggio Rodigino – afferma la presidente della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, Elisabetta Lorenzettidando voce agli esperti come ai testimoni di questa terra o agli studenti, loro sì capaci di sguardi alti e profondi, perché di questo mare si sappia cosa ha rappresentato, cosa oggi è e come vorremmo che fosse: non luogo dal quale ritrarre lo sguardo per non vedere, ma casa di tutti, di quanti su queste sponde vivono, dalle quali magari sono partiti per cercare speranza, nelle quali ritrovarci figli tutti del mare nostro. Grata a quanti con noi vorranno fare questo viaggio».

Il sindaco Valeria Cittadin sottolinea il valore civile della rassegna: «Il Maggio Rodigino, giunto alla nona edizione, si conferma come un appuntamento di grande valore per la nostra comunità. Per un intero mese, Rovigo diventa luogo di ascolto, confronto e riflessione sui temi della contemporaneità, offrendo occasioni preziose di crescita culturale e civile. Quest’anno il focus è il Mediterraneo, un invito a guardare ad uno spazio che è insieme radice e orizzonte: terra di incontro tra civiltà, crocevia di popoli e approdo di migrazioni, ma anche specchio delle complesse dinamiche che attraversano l’attuale scenario internazionale. Un tema che sollecita consapevolezza e responsabilità, e che trova nella cultura uno strumento fondamentale di dialogo. Un ringraziamento alla Fondazione per lo sviluppo del Polesine che, ancora una volta, ha saputo creare un calendario ricco di bellezza e di stimoli».

Per l’assessore alla Cultura Erika De Luca, la rassegna offrirà alla città «un percorso ricco e articolato, pensato per offrire al pubblico occasioni di approfondimento e partecipazione attiva». Il Mediterraneo, aggiunge, sarà raccontato «nelle sue molteplici dimensioni: non solo spazio geografico e politico, ma anche luogo di suoni, canti, profumi, ambienti e straordinarie bellezze».

Il calendario si aprirà domenica 3 maggio al Tempio della Beata Vergine del Soccorso con il concerto inaugurale “Le rotte della musica: i suoni del Mediterraneo”, a cura del Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo. Nei giorni successivi si entrerà nel vivo con incontri dedicati alla geopolitica mediterranea, alla crisi dell’ordine internazionale, ai diritti, alle migrazioni, al dialogo tra le chiese e le religioni, alla democrazia, alla musica, all’ambiente, allo sport, all’economia e ai viaggi.

Ampio spazio sarà riservato anche agli studenti, con la mostra grafica dedicata al logo del Maggio Rodigino 2026, realizzata in collaborazione con l’IIS “De Amicis” di Rovigo, e con l’incontro “La parola agli studenti: il Mediterraneo e la loro utopia”, in programma il 19 maggio all’Urban Digital Center.

Tra gli appuntamenti più originali figurano la degustazione pubblica “Mediterraneo, un mosaico di sapori”, a cura delle classi del percorso enogastronomico dell’IIS “Cipriani-Colombo” di Adria, l’incontro sul dialogo tra Islam e Cristianesimo con Kamel Layachi e suor Laura Vedelago, l’omaggio all’artista Gabbris Ferrari al Museo dei Grandi Fiumi e il momento partecipativo in Piazza Annonaria con canti e danze dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

La rassegna si concluderà il 29 maggio alla Sala della Gran Guardia con “Turiste NON per caso”, racconto di viaggio attraverso i deserti che si affacciano sul Mediterraneo, con Elisabetta Lorenzetti e Livia Casetta.

Il Maggio Rodigino 2026 si presenta così come un viaggio culturale diffuso, capace di coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni, studiosi, artisti e cittadini in un percorso che mette al centro la conoscenza come strumento di dialogo e convivenza.