Lendinara (RO) – Sedie aggiunte fino all’ultimo momento, spettatori in piedi e altri sistemati sull’erba ai lati della platea. Circa 700 persone hanno riempito martedì 18 agosto il Giardino di Villa Dolfin-Marchiori a Lendinara per il concerto di Al Di Meola, uno degli appuntamenti più attesi della XXVII edizione di Tra Ville e Giardini.
Un tutto esaurito che ha trasformato il grande spazio verde della villa in un’arena sotto le stelle per accogliere uno dei protagonisti della scena chitarristica internazionale, arrivato in Polesine con il suo Acoustic Trio, completato da Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni.
Quasi due ore di musica, con pochissime interruzioni, durante le quali il pubblico ha seguito con attenzione il viaggio musicale costruito dai tre artisti, sottolineando ripetutamente le esecuzioni con applausi a scena aperta.
Al centro del palco, Al Di Meola ha costruito il concerto partendo naturalmente dalla chitarra, in continuo dialogo con quella di Peo Alfonsi, musicista con il quale condivide ormai una collaborazione ventennale.
Diplomato in chitarra al Conservatorio di Cagliari e con una formazione che attraversa musica classica, jazz e sonorità popolari, Alfonsi collabora dal 2006 ai progetti internazionali di Di Meola.
Le due chitarre si sono inseguite attraverso arpeggi, accelerazioni e passaggi improvvisati, alternando momenti più intimi ad altri di grande energia.
A completare il trio Sergio Martinez, che con le percussioni ha costruito il tessuto ritmico del concerto. Proprio il dialogo solistico tra Martinez e Di Meola ha regalato uno dei passaggi maggiormente applauditi della serata.
Nemmeno il caldo particolarmente intenso ha rallentato i tre musicisti. Alfonsi ha dovuto più volte asciugarsi il sudore, mentre Di Meola è rimasto concentrato sul proprio strumento, conducendo gli spettatori lungo un percorso musicale serrato.
Alle spalle dell’Acoustic Trio, un grande schermo ha aggiunto alle note un secondo livello di racconto.
Durante il concerto sono scorse fotografie della famiglia di Al Di Meola, immagini degli incontri con musicisti e personalità della cultura, paesaggi e città legate alla sua storia artistica, da New York a Venezia.
Una sorta di racconto parallelo per immagini, capace di accompagnare il pubblico attraverso alcuni frammenti personali e professionali di una carriera internazionale lunga oltre quattro decenni.
E proprio nel finale il concerto ha riservato alcuni dei momenti più intensi.
Di Meola ha voluto rendere omaggio a Pino Daniele, mentre per il bis ha scelto “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel, riletta dall’Acoustic Trio in una versione che ha accompagnato il pubblico verso la conclusione della serata.
Prima del saluto definitivo, il chitarrista americano ha rivolto agli spettatori anche un messaggio a sostegno di Emergency, partner solidale di Tra Ville e Giardini, leggendolo in italiano e ricevendo un nuovo applauso dalla platea.
La dimensione territoriale dell’appuntamento era emersa già nei saluti che avevano preceduto il concerto.

Ad accogliere il pubblico era stata la sindaca di Lendinara Francesca Zeggio, che davanti alla grande partecipazione aveva esordito: «Che bello potervi accogliere così numerosi a Lendinara, città ospitale».
Zeggio ha ringraziato la proprietà di Villa Dolfin-Marchiori e i volontari impegnati nell’accoglienza, nella sicurezza e nel comfort degli spettatori, sottolineando come la partecipazione alla serata rappresentasse anche «una grande qualità dell’organizzazione e della capacità di ascolto».
A intervenire anche Lucia Ghiotti, consigliera della Provincia di Rovigo, ente promotore e coordinatore della manifestazione.
«Visitare il Polesine e diffondere cultura, sono i due obiettivi che ci poniamo con Tra Ville e Giardini», ha ricordato Ghiotti, ringraziando anche Regione del Veneto e Fondazione Cariparo, sostenitori della rassegna e presenti alla serata con alcuni rappresentanti.
Il direttore artistico Claudio Ronda, ricordando anche la presenza di Emergency, aveva invece introdotto Al Di Meola definendolo «uno dei più grandi chitarristi al mondo, che non ha mai smesso di ricercare nuove strade musicali».
Poi la parola era passata agli strumenti.
Il colpo d’occhio delle circa 700 persone raccolte nel Giardino di Villa Dolfin-Marchiori ha finito per raccontare anche qualcosa della formula costruita in ventisette edizioni da Tra Ville e Giardini.
Per una sera uno dei luoghi di particolare fascino del territorio è diventato il punto d’incontro tra un artista di fama internazionale e un pubblico arrivato numeroso per ascoltarlo, confermando la capacità della rassegna di portare lo spettacolo dal vivo fuori dagli spazi tradizionali e metterlo in relazione con il patrimonio polesano.
Tra Ville e Giardini nasce da un’idea di Claudio Ronda, che ne cura la direzione artistica. È promossa e sostenuta dalla Provincia di Rovigo, organizzata da Ente Rovigo Festival e sostenuta dalla Regione del Veneto, nell’ambito di RetEventi, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Partner della XXVII edizione sono i Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Corbola, Fiesso Umbertiano, Ficarolo, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rosolina, Rovigo e San Bellino.
Quella di Lendinara resterà così tra le immagini più significative dell’edizione 2026: settecento persone raccolte nel verde di Villa Dolfin-Marchiori e tre musicisti sul palco, con la chitarra di Al Di Meola a guidare per quasi due ore una notte d’estate polesana.






































