Teatro delle Regioni, applausi al gran finale: ad Astichello il Premio Xanto Avelli 2026

La compagnia vicentina conquista il riconoscimento con “Divorzio con sorpresa”. Premi anche a Il Gabbiano, La Bottega dei RebArdò e Don Bosco. Risate e spettacolo a Ferragosto con Andrea Fratellini e il suo irresistibile Zio Tore Show

La consegna dei riconoscimenti del Premio "Xanto Avelli" 2026 sul palco della XXVII edizione del festival Teatro delle Regioni

ROVIGO – Otto serate di teatro e spettacolo, compagnie provenienti da diverse regioni italiane, un Chiostro degli Olivetani ancora una volta trasformato in palcoscenico estivo e soprattutto un pubblico che ha accompagnato con partecipazione e calore l’intera manifestazione. Si è chiusa nella serata di Ferragosto, tra risate e lunghi applausi, la XXVII edizione del Festival Teatro delle Regioni, organizzata dal Gruppo Teatrale Il Mosaico con la direzione artistica di Emilio Zenato.

Una formula che anche nel 2026 ha dimostrato la propria capacità di coinvolgere pubblici differenti: quattro appuntamenti dedicati alla prosa, tre al teatro per l’infanzia e la tradizionale serata conclusiva di Ferragosto, riservata al cabaret e alle arti varie.

Il Chiostro del Monastero degli Olivetani è tornato così a essere non soltanto lo scenario degli spettacoli, ma un vero luogo d’incontro tra teatro, intrattenimento, famiglie e cultura. Una manifestazione che, edizione dopo edizione, contribuisce anche a far vivere e conoscere uno dei complessi storico-culturali più significativi della città.

Il Festival è realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura e di Bvr Banca Veneto Centrale, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo e del Comune di Rovigo.

La prima parte della serata conclusiva, condotta da Bruno Candita, ha avuto uno dei suoi momenti più attesi nella cerimonia di assegnazione del Premio “Xanto Avelli” 2026, riservato alle quattro compagnie protagoniste degli spettacoli di prosa.

A determinare la graduatoria finale hanno concorso per l’80 per cento i voti espressi dagli spettatori presenti alle singole rappresentazioni e per il restante 20 per cento il giudizio della giuria tecnica.

A conquistare il primo premio è stata la Compagnia teatrale Astichello di Monticello Conte Otto (Vicenza) con “Divorzio con sorpresa”, commedia di Antonio Stefani nell’adattamento e con la regia di Aldo Zordan.

A consegnare il riconoscimento nella mani di Zordan, Emilio Zenato, nella triplice veste di presidente del Gruppo Teatrale Il Mosaico, direttore artistico del Festival e presidente regionale di FITA Veneto – Federazione Italiana Teatro e Arti. Sulla targa è riprodotto il celebre piatto istoriato “Ero e Leandro” di Xanto Avelli, conservato nella sezione rinascimentale del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo.

Nella motivazione si legge: «Il premio del pubblico conferma quanto già emerso con forza sin dalla serata inaugurale: una platea coinvolta, partecipe, conquistata dalla freschezza degli interpreti e dalla capacità dello spettacolo di trasformare ogni scena in un momento di autentica condivisione emotiva, con una precisione che valorizza il lavoro degli interpreti».

Un verdetto che ha riportato idealmente il Festival proprio alla serata inaugurale, quando “Divorzio con sorpresa” aveva aperto la XXVII edizione davanti a un Chiostro degli Olivetani tutto esaurito, accompagnato dalle risate e dagli applausi del pubblico.

Prima Classificata la compagnia “Astichello” di Monticello Conte Otto (VI). Da sinistra: l’attore Tiziano Dalla Riva, Bruno Candita, il regista Aldo Zordan ed Emilio Zenato

 

Il secondo posto è andato al Gruppo Teatrale Il Gabbiano di Trieste con “Classe de fero” di Aldo Nicolaj, nell’adattamento in dialetto triestino curato da Monica Parmegiani. A rappresentare la compagnia durante la premiazione è stato l’attore Roberto Creso.

A consegnare il riconoscimento è stata Andreina Milan, componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha sottolineato la capacità della manifestazione di costruire negli anni una rete di collaborazioni attorno alla propria proposta culturale.

«Ventisette edizioni testimoniano la solidità di un progetto che ha saputo conquistare credibilità e creare una positiva sinergia tra fondazioni, istituzioni ed enti pubblici e privati – ha osservato Andreina Milan – Quando realtà diverse scelgono di sostenere insieme una manifestazione significa che ne riconoscono il valore culturale e la capacità di generare partecipazione sul territorio».

Per “Classe de fero” la motivazione ha evidenziato la solidità dell’impianto complessivo dello spettacolo e «la capacità di restituire, con autenticità e profondità, un quadro umano che rimane impresso nella memoria dello spettatore».

Seconda classificata la Compagnia “Il Gabbiano” di Trieste. Da sinistra: Andreina Milan della Fondazione CARIPARO, l’attore Roberto Creso, Bruno Candita ed Emilio Zenato

 

Il terzo premio è stato assegnato alla compagnia romana La Bottega dei RebArdò per “Il cappello di carta” di Gianni Clementi.

A consegnarlo nelle mani del regista Enzo Ardone è stata Anna Paola Nezzo, vicepresidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. La compagnia è stata premiata «per la capacità di fondere con equilibrio comicità e memoria, alternando momenti di irresistibile leggerezza a passaggi di profonda emozione».

«Il Teatro delle Regioni dimostra come una manifestazione culturale possa aggiungere valore a un luogo già straordinariamente ricco di storia – ha sottolineato Anna Paola Nezzo – Il Monastero degli Olivetani, sede del Museo dei Grandi Fiumi, diventa attraverso il Festival uno spazio vissuto e partecipato, nel quale l’amore per il teatro incontra concretamente la valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico della città».

Terza classificata “La Bottega dei ReBardò” di Roma. Da sinistra: il regista Enzo Ardone, Anna Paola Nezzo vicepresidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, Bruno Candita ed Emilio Zenato

 

Accanto alla classifica generale, la giuria tecnica ha voluto attribuire tre riconoscimenti speciali per scenografia, regia e interpretazione.

Il premio per la Miglior scenografia è stato assegnato alla Compagnia teatrale Don Bosco di Varazze (Savona) per l’allestimento di “Due volte Natale” di Marco Falaguasta, autore anche della regia.

Il riconoscimento per la Miglior regia è andato invece a Riccardo Fortuna per “Classe de fero”, lo spettacolo del Gruppo Teatrale Il Gabbiano di Trieste tratto dalla commedia di Aldo Nicolaj e adattato in dialetto triestino da Monica Parmegiani.

Ad Antonella Rebecchi, della compagnia romana La Bottega dei RebArdò, è stato infine assegnato il premio per la Miglior interpretazione, grazie al personaggio di Camilla nello spettacolo “Il cappello di carta” di Gianni Clementi.

Il premio per la miglior interpretazione e stato assegnato all’attrice Antonella Rebecchi della compagnia “La Bottega dei RebArdo” di Roma.

 

Il Premio “Xanto Avelli” porta con sé anche un particolare legame con la storia artistica della città.

Francesco Xanto Avelli da Rovigo, nato presumibilmente nel capoluogo polesano attorno al 1486, fu uno dei più importanti ceramisti del Rinascimento italiano. Colto umanista e poeta alla corte di Francesco Maria I della Rovere, duca di Urbino, seppe trasformare piatti e maioliche istoriate in vere e proprie narrazioni per immagini, dando ai soggetti biblici e mitologici una straordinaria forza scenica. Le sue opere sono oggi custodite in prestigiosi musei e collezioni di tutto il mondo.

In occasione dei 530 anni dalla nascita di Xanto Avelli, il Festival ha voluto sottolineare ancora una volta il significato del legame, istituito sei anni fa, tra il grande ceramista rodigino e il premio assegnato alla migliore compagnia della rassegna. Un accostamento che trova la propria ragione nella capacità dell’artista rinascimentale di costruire scene, raccontare storie e mettere in relazione personaggi sulle superfici delle proprie ceramiche, quasi trasformandole in piccoli palcoscenici, contribuendo contemporaneamente a portare il nome di Rovigo nelle più prestigiose collezioni del mondo.

Andrea Fratellini e Zio Tore

 

Archiviata la cerimonia di premiazione, la seconda parte della serata ha cambiato completamente registro. Il palcoscenico degli Olivetani è passato ad Andrea Fratellini, che con il suo “Zio Tore Show” ha trasformato il gran finale in una vera festa di Ferragosto all’insegna della comicità e del coinvolgimento del pubblico.

Il vincitore di Italia’s Got Talent 2020 ha messo in campo le diverse anime del proprio repertorio, alternando ventriloquia, comicità, magia e musica e costruendo fin dai primi momenti un rapporto diretto con gli spettatori.

Al suo fianco, naturalmente, l’irriverente Zio Tore, le cui incursioni hanno finito ancora una volta per trasformarlo nel vero coprotagonista dello spettacolo.

Fratellini ha giocato con i tempi della comicità e con l’improvvisazione, facendo del dialogo con gli spettatori una parte integrante dello show. Il pubblico non è rimasto a guardare: chiamato più volte a prendere parte alle gag e ai giochi proposti dall’artista, è diventato protagonista della serata insieme a lui.

Risate, sorprese e lunghi applausi hanno accompagnato così l’ultimo spettacolo dell’edizione 2026 fino al saluto finale, chiudendo nel segno del divertimento la manifestazione che ha animato le serate estive agli Olivetani.

A chiudere idealmente il Festival è stato ancora Emilio Zenato, che ha voluto condividere il risultato raggiunto con quanti hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. Il ringraziamento del Gruppo Teatrale Il Mosaico è andato «al pubblico che continua a seguirci e a dimostrarci il proprio affetto, agli enti e alle fondazioni che credono nella manifestazione, alle istituzioni che la patrocinano e soprattutto ai tanti volontari che, spesso lontano dai riflettori, rendono concretamente possibile ogni serata».

Con il sipario calato sulla serata di Ferragosto, il Teatro delle Regioni conferma così il proprio ruolo tra gli appuntamenti che caratterizzano l’estate culturale rodigina, riuscendo a mettere insieme spettacolo, partecipazione e valorizzazione di uno dei luoghi più suggestivi della città.

Si spengono le luci sulla XXVII edizione, ma per il Gruppo Teatrale Il Mosaico lo sguardo è già rivolto al futuro: il viaggio verso la ventottesima edizione è già cominciato.