Teatro delle Regioni, debutto da applausi: “Divorzio con sorpresa” conquista il pubblico e inaugura nel migliore dei modi la XXVII edizione

Chiostro del Monastero degli Olivetani tutto esaurito per la compagnia Astichello. Risate, applausi e una prova corale di grande livello aprono con successo il Festival.

ROVIGO – Un Chiostro del Monastero degli Olivetani gremito in ogni ordine di posti, applausi convinti e risate continue hanno accompagnato l’apertura della XXVII edizione del Festival Teatro delle Regioni. Il debutto della rassegna, affidato mercoledì 29 luglio alla compagnia vicentina Astichello di Monticello Conte Otto con la brillante commedia “Divorzio con sorpresa”, si è trasformato in una serata di autentica festa per il teatro, confermando fin dal primo appuntamento il forte legame che unisce la manifestazione al suo pubblico.

Il tutto esaurito registrato già per la serata inaugurale rappresenta il miglior viatico possibile per un festival che, da ventisette edizioni, è uno dei punti di riferimento dell’estate culturale polesana. Il pubblico ha seguito con partecipazione l’intero spettacolo, accompagnando gli interpreti con applausi spontanei e frequenti scoppi di risa, a dimostrazione di quanto la commedia brillante, quando è sostenuta da un cast affiatato e da una regia efficace, continui a esercitare un fascino trasversale, capace di coinvolgere spettatori di ogni età.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione sono stati Bruno Candita, presentatore del Festival, ed Emilio Zenato, direttore artistico della rassegna e presidente di FITA Veneto, che ha rivolto il saluto dell’organizzazione al numeroso pubblico presente.

«Questa rassegna rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’estate teatrale polesana – ha commentato Zenato – Ringraziamo gli sponsor, gli spettatori e i volontari per la loro costante vicinanza, che ci accompagna da ventisette anni».

L’opera, nella riuscita versione veneta del testo di Antonio Stefani, adattata e diretta da Aldo Zordan, prende spunto da uno dei grandi classici della commedia: l’eterno conflitto tra genero e suocera. Da questa situazione prende forma un autentico vaudeville, alimentato da equivoci, gelosie, colpi di scena e continui ribaltamenti.

Protagonista della vicenda è Enrico Dalla Valle, uomo dall’indole tranquilla che sogna soltanto una vita serena, ma che si ritrova quotidianamente alle prese con una moglie frivola, una suocera onnipresente, un amico innamorato della consorte e uno zio decisamente fuori dagli schemi. Quando il divorzio sembra ormai l’unica soluzione possibile, la storia prende una direzione imprevedibile, trasformando il lieto fine atteso in un nuovo e irresistibile vortice di situazioni comiche.

La regia di Aldo Zordan costruisce uno spettacolo dal ritmo sostenuto, senza tempi morti, nel quale ogni ingresso in scena, ogni battuta e ogni movimento contribuiscono a mantenere viva la tensione comica. Le musiche originali di Sandro D’Alessandro e Beppe Adrogna accompagnano con efficacia i cambi di atmosfera, mentre la scenografia essenziale, valorizzata dai disegni di Galliano Rosset, lascia piena libertà agli interpreti, che si muovono sul palcoscenico con un dinamismo quasi coreografico.

Il vero punto di forza della rappresentazione risiede però nel lavoro corale della compagnia. Astichello dimostra infatti una notevole compattezza interpretativa, con un affiatamento evidente nei tempi comici e nella costruzione delle scene, senza che nessun attore prevalga sugli altri.

Paolo Di Prima, nei panni di Enrico Dalla Valle, sostiene il peso dell’intera vicenda con naturalezza e misura, dando vita a un protagonista credibile, continuamente travolto dagli eventi ma mai eccessivo. La sua interpretazione alterna esasperazione, ironia e disincanto, diventando il fulcro dell’intero impianto comico.

Di grande efficacia anche Alessandra Viero, che interpreta una Giuseppina Mettifogo irresistibile: una suocera autoritaria e invadente capace di dominare la scena senza mai scadere nella caricatura, conquistando il pubblico a ogni apparizione.

Beatrice Scambi, nel ruolo della prima moglie Diana, restituisce con vivacità un personaggio brillante e frizzante, mentre Paola Colpo, nei panni della seconda moglie Gabriella, porta sul palco eleganza scenica e una recitazione misurata, contribuendo con efficacia ai continui ribaltamenti della vicenda.

Convincente anche Silvia Filippi, che costruisce una Marietta spontanea e vivace, valorizzando ogni intervento con tempi comici puntuali e grande naturalezza.

Tra gli interpreti maschili spicca Matteo Cantele, autore di un Sergio Nardin brillante e perfettamente calibrato, capace di giocare con ironia sull’ambiguità del personaggio e sulle continue interferenze nella vita della coppia.

Stefano Dalla Stella, nel ruolo dello zio Piero Volpato, dà vita a un personaggio volutamente eccentrico e ricco di sfumature, contribuendo ad alimentare il vortice degli equivoci con una presenza scenica sempre efficace.

Misurata e convincente anche la prova di Tiziano Dalla Riva, che interpreta il suocero Toni Bordignon con sobrietà e precisione, offrendo il giusto contrappunto agli eccessi degli altri protagonisti.

Il risultato è quello di una compagnia perfettamente armonizzata, nella quale battute, movimenti e tempi scenici si incastrano con precisione, dando vita a un meccanismo teatrale ben oliato che non conosce cedimenti per tutta la durata dello spettacolo.

Pur privilegiando la leggerezza e il divertimento, “Divorzio con sorpresa” non rinuncia a suggerire qualche riflessione sui rapporti di coppia, sulle dinamiche familiari e sulle complicazioni che possono nascere quando il passato torna improvvisamente a bussare alla porta. Lo fa senza moralismi, affidandosi esclusivamente alla forza della comicità e alla capacità del teatro di far sorridere raccontando, in fondo, piccoli frammenti della vita di tutti i giorni.

Molto apprezzato anche il tradizionale momento conviviale dell’intervallo, durante il quale la Pro Loco di Canaro ha proposto ai presenti i caratteristici bigul al torc. Un appuntamento ormai irrinunciabile del Festival, che continua a coniugare spettacolo dal vivo e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche polesane.

La compagnia Astichello è la prima delle quattro formazioni in concorso per il Premio “Xanto Avelli” 2026, riconoscimento che sarà assegnato direttamente dal pubblico alla migliore rappresentazione della rassegna e consegnato nel corso della serata conclusiva.

Con una partenza così partecipata, il Festival Teatro delle Regioni conferma la propria vitalità e il forte legame con gli spettatori. Se il buongiorno si vede dal mattino, questa ventisettesima edizione sembra avere tutte le carte in regola per regalare altre serate di teatro di qualità.

L’attenzione si sposta ora sul secondo appuntamento del cartellone: domenica 2 agosto il Gruppo Teatrale Il Gabbiano APS di Trieste porterà in scena “Classe de fero”, adattamento in dialetto triestino della celebre commedia “Classe di ferro” di Aldo Nicolaj, nella versione di Monica Parmegiani e con la regia di Riccardo Fortuna.

Il Festival Teatro delle Regioni è organizzato dal Gruppo Teatrale Il Mosaico con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura e di Bvr Banca Veneto Centrale, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo e del Comune di Rovigo.

Per informazioni e prenotazioni: 0425 200255334 3286382. I biglietti potranno essere acquistati anche la sera dello spettacolo, salvo disponibilità.