Giorno del Ricordo, Rovigo onora le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Cerimonia istituzionale in Provincia per il 10 febbraio: autorità, scuole e testimoni insieme per conservare la memoria di una tragedia nazionale

ROVIGO – La Provincia di Rovigo ha ospitato le manifestazioni ufficiali per il Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, a conclusione di una mattinata di commemorazioni che ha coinvolto istituzioni, forze dell’ordine, scuole e associazioni.

Dopo le iniziative per la Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio, la sala consiliare di Palazzo Celio ha rappresentato la terza e conclusiva tappa del percorso commemorativo, preceduto dalla cerimonia in Questura in ricordo di Giovanni Palatucci, ex questore di Fiume, Medaglia d’Oro al Valore Civile e Giusto tra le Nazioni, morto nel campo di concentramento di Dachau. Nell’occasione è stata ricordata anche la figura di Umberto Barbierato, ex guardia di pubblica sicurezza e medaglia d’onore alla memoria delle vittime delle foibe.

Il corteo, composto da autorità civili, politiche e militari, si è diretto in piazza Palatucci, dove è stata deposta una corona d’alloro alla memoria dell’ex funzionario di polizia, per poi raggiungere la sede della Provincia per il momento istituzionale.

Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Provincia Enrico Ferrarese, che ha sottolineato come il Giorno del Ricordo rappresenti il momento in cui «ci si riconosce tutti come comunità che insieme decide di ricordare, segno massimo di rispetto e civiltà, oltre che eredità che lasciamo alle nuove generazioni».

Accanto a lui, la sindaca di Rovigo Valeria Cittadin ha ricordato come quella delle foibe e dell’esilio successivo sia stata «una tragedia nazionale che non ha risparmiato nessuno, investendo un popolo la cui unica colpa era rappresentata dal fatto di parlare una lingua o vestire una divisa».

Il prefetto Franca Tancredi ha invece posto l’accento sul significato dei termini persecuzione, profugo, rifugiato ed esule, evidenziando come «la giornata odierna debba essere un monito affinché il nazionalismo violento e l’odio non trovino più spazio», invitando a superare gli ideologismi ancora presenti nella società per acquisire maggiore consapevolezza.

Ampio spazio è stato dedicato al coinvolgimento delle scuole, con la partecipazione di una rappresentanza delle classi III E e V E del liceo “Celio Roccati” di Rovigo, accompagnate dalla docente Martina Panzani. Gli studenti hanno presentato due elaborati video, commentati dagli stessi ragazzi, che ripercorrono le vicende storiche che portarono alle foibe e al successivo esodo.

Momento centrale della mattinata è stato lo speech “L’esodo negli occhi” di Maria Luisa Budicin, testimone diretta di quegli eventi, introdotta da Daniele Milan, delegato di Rovigo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Il Giorno del Ricordo è stato istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, che riconosce il 10 febbraio come data simbolica per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo di migliaia di istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre e della complessa vicenda dei confini orientali italiani al termine del secondo conflitto mondiale.